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Pediocactus, Sclerocactus e Toumeya
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RobertoBr
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Inviato: Sab 20 Dic 2025, 9:42   Oggetto:
RobertoBr Sab 20 Dic 2025, 9:42
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Tanto io lo farei oggi o domani (appena piove non troppo forte), se aspetti qualche giorno vediamo prima come va con il mio.
Considera sempre che i tuoi sono più grandi, sicuramente più in grado di fare fronte al periodo di secco, comunque il simpsonii in aiuola da giorni sta nel lapillo bagnato senza problemi e ancora ci dovrà stare prima che salti fuori qualche giornata asciutta, come l'anno scorso d'altronde.

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RobertoBr
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Inviato: Sab 20 Dic 2025, 16:04   Oggetto:
RobertoBr Sab 20 Dic 2025, 16:04
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Per ora posso mettere le immagini dei due vasi di paradinei, spero che si capisca qualcosa anche in foto, comunque dal vivo la differenza è apprezzabile. Da considerare anche che sono due field Number presi agli estremi opposti dell'areale, ma prima erano assolutamente nello stesso stato

  FH 052.5 bagnato
    RP80 asciutto

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Andreroe
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Inviato: Dom 21 Dic 2025, 9:48   Oggetto:
Andreroe Dom 21 Dic 2025, 9:48
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Secondo me tra le statunitensi i Pediocactus sono i più robusti.
Io ne Seminai qualcuno nell'ormai lontano 2020-21.
Li lascio fuori tutto l'inverno, in una posizione dove se piove con vento da ovest si bagnano. Se il vento arriva da est invece rimangono asciutti, ma non si può certo dire che qui a Berlino l'aria sia secca.
In generale li trascuro molto. Forse per questo sono rimasti microscopici e addirittura sono ancora nei vasetti della semina. Forse è arrivato il momento di dar loro una nuova sistemazione e vedere se riprendono a crescere un po! Very Happy
Quello che volevo dire però, è che non muoiono mai! ...al contrario dei loro compagni Sclerocactus...


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Andrea
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RobertoBr
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Inviato: Dom 21 Dic 2025, 15:46   Oggetto:
RobertoBr Dom 21 Dic 2025, 15:46
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Sicuramente Berlino è più fredda e forse anche più umida di tutta la pianura padana e delle sue immediate vicinanze. Quindi il fatto che possano prendere la pioggia a Berlino è quasi una garanzia che possano fare altrettanto qui sempre con moderazione e cautela.

Le Toumeya Andrea come le considereresti? La germinazione è stata tipica degli Sclerocactus e geneticamente si avvicinano più a loro, ma per il resto a me paiono assimilabili più ai Pedio.
E incredibile questa discrepanza tra Sclerocactus e Pediocactus soprattutto se uno considera che nei loro ambienti crescono quasi uno a fianco all'altro....eppure non posso che confermarla, con i Pedio superata la germinazione non sempre altissima e i primissimi giorni di vita le perdite sono rarissime. Con gli Sclero ogni giorno ce n'è una nuova.
Io comunque quest' anno mi sono procurato diversi semi di diverse specie e ho già individuato alcuni cambiamenti da fare, ne riparleremo più avanti nel frattempo io continuo a studiare.

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Andreroe
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Inviato: Lun 22 Dic 2025, 8:01   Oggetto:
Andreroe Lun 22 Dic 2025, 8:01
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Ciao Roberto.
Effettivamente mi chiedo sempre anch'io da che parte stiano le Toumeya Very Happy Qualche perdita improvvisa l'ho avuta, ma non ai livelli degli Scleros. Io comunque le tengo tutte insieme e non ne faccio più un dramma se a qualche Sclero non piace stare col resto del gruppo e se ne va.
Riguardo la germinazione invece ho avuto molta più fortuna con gli Sclerocactus che con i Pediocactus, ma con solo un paio di semine è difficile fare statistiche credibili e stabilirne le cause. Ho fatto sicuramente molti errori.


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Andrea
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RobertoBr
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Inviato: Lun 22 Dic 2025, 15:54   Oggetto:
RobertoBr Lun 22 Dic 2025, 15:54
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Nel dubbio ieri ho messo all'acqua anche le Toumeya.

Sulla germinazione di questi generi ho letto tutto e il contrario di tutto. Io personalmente, ma il mio metodo è parecchio inusuale, ho ottenuto risultati decisamente migliori con i Pediocactus. Sicuramente la mia scelta di limitarmi a 10 semi per specie con gli Sclerocactus è stata troppo ottimista/presuntuosa Very Happy
Ho trovato un PDF di un'associazione di cactofili di oltreoceano nel quale si usava un metodo molto simile al mio con buoni risultati, appena lo ritrovo lo aggiungo qui.
Quest'anno come dicevo sicuramente userò composte più minerali e per anticipare e sincronizzare le germinazioni una volta che le temperature massime supereranno i 20 gradi gestirò io le irrigazioni, a seconda di come andrà la primavera magari terrò i vasi in una scatola trasparente per accelerare un po' la crescita in vista dell'estate... Unico dubbio è se preparare già ora i vasi, fare una specie di stratificazione e poi lasciare asciugare fino al momento della semina vera e propria, in qualche modo credo sia importante rompere la dormienza (la scarificazione ha un'efficacia dibattuta e con gli acidi temo di fare più danni che profitto) è una tecnica che ho già usato ma mai con delle cactacee.

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Giovanni
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Inviato: Lun 22 Dic 2025, 20:56   Oggetto:
Giovanni Lun 22 Dic 2025, 20:56
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Non conosco il genere, e le mie considerazioni sono di carattere generale. La scarificazione con acido è utile per quei semi che hanno bisogno del passaggio nell'apparato digerente di un qualche animale, per le piante che, invece, vivono in climi con grosse differenze stagionali di temperatura spesso è utile o necessario un periodo di basse temperature che "dicano" all'embrione che è inverno e che quando la temperatura salirà sarà il momento di germinare. Può essere utile un passaggio in frigorifero.
Alcune essenze della macchia mediterranea, per esempio, giovano addirittura di incendi per germinare [il Cistus, per citarne una]
Ti leggo sempre, ma, ripeto, non conosco il genere e le mie considerazioni sono di carattere generale e basate sulla esperienza condivisa.
Un passaggio in frigo lo proverei


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RobertoBr
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Inviato: Mar 23 Dic 2025, 0:42   Oggetto:
RobertoBr Mar 23 Dic 2025, 0:42
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Tutto giusto Giovanni, anche io personalmente ritengo ( forse anche un po' ideologicamente, lo ammetto) che usare il freddo se si capisce bene come usarlo sia il metodo più naturale e sicuro, ma per onestà bisogna fare alcune considerazioni:
Il "metodo naturale" è sicuramente efficace ma non è detto che sia il più efficiente, la natura opera su grandi numeri, su chissà quanti semi solo una minima percentuale riesce a germinare e insediarsi. Noi purtroppo dobbiamo lavorare su quantità piccole e massimizzare la sopravvivenza.
Queste specie hanno semi con una vita lunghissima, non necessariamente nascono l'anno successivo alla produzione e possono restare assopiti nel terreno anche per decenni prima che si verifichino le condizioni necessarie per la germinazione. E anche qui: la natura lavora sul lungo periodo io pur non andando di fretta eviterei se possibile di aspettare decenni Very Happy
Scarificazione e acidi, oltre a simulare la digestione nelle specie zoocore, hanno anche il più semplice effetto di indebolire lo spesso e duro tegumento dei semi e renderli più permeabili e "sensibili" all'ambiente esterno. La scarificazione produce, a quanto ho letto, risultati aleatori. Mentre con gli acidi alcuni riescono a ottenere buoni risultati (come ad esempio Andrea).

Sono andato a ritrovare il PDF, eccolo qua. Sono contento perché vedo che dalle mie stesse considerazioni iniziali hanno sviluppato un metodo molto simile. Un po' forse per differenze climatiche e un po' sicuramente per errori miei non ha dato gli stessi risultati con gli Sclerocactus, ma già il fatto che qualcuno lo utilizzi con soddisfazione mi fa sperare di riuscire anche io correggendo un po' il tiro.

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Inviato: Mar 23 Dic 2025, 15:34   Oggetto:
Giovanni Mar 23 Dic 2025, 15:34
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Avevo capito che non volessi usarli. La scorsa primavera ho seminato per la prima volta, a luce naturale e senza alcun accorgimento particolare con risultati buoni per alcune essenze, non quelle di cui scrivi tu, e disastrosi per altre. Quest'anno qualcosa cambierò


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Inviato: Mer 24 Dic 2025, 1:40   Oggetto:
RobertoBr Mer 24 Dic 2025, 1:40
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No infatti! Hai capito benissimo, ma non vorrei che passasse il messaggio sbagliato: le motivazioni che mi portano a seguire la stratificazione piuttosto che l'uso di acidi sono più relative a scelte soggettive che non a considerazioni di pura tecnica. Volevo solamente precisare che comunque l'uso degli acidi ha una valenza anche in questo tipo di semi e che la mia è solo una delle possibili soluzioni e non ha nemmeno una base solida di esperienza che ne garantisca la funzionalità.
Per quanto possibile io preferisco sempre lasciar fare alle piante e all'ambiente, un'imitazione ovviamente non fedele di ciò che accade naturalmente è per me un processo istruttivo che permette di scoprire sempre nuovi aspetti e peculiarità ecologiche, fisiologiche, ecc che rappresenta una soddisfazione non secondaria della coltivazione di una pianta. Allo stesso tempo sarebbe disonesto sostenere che questo approccio non sia per certi versi limitante o fallisca in alcuni casi nel garantire i risultati che approcci più "artificiali" possono produrre.

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Inviato: Mer 24 Dic 2025, 7:12   Oggetto:
Magma Mer 24 Dic 2025, 7:12
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Come esperienza personale ho trovato che ha dato buoni risultati, anche se non ho numeri accurati a supporto, una tecnica molto semplice: una breve grattatina del seme su carta vetrata. L'obiettivo è lo stesso dell'acido: indebolire il tegumento. In questo caso lo si indebolisce in un punto preciso e non uniformemente. Si arriva appena a vedere il segno di qualche graffio che fa cambiare il colore senza arrivare ad esporre l'embrione. I nigrispinus, il paradinei e in generale tutta quell'annata di Pediocactus li ho trattati a quel modo. Certo è un metodo che si può usare solo per semi di una certa dimensione (quella dei semi di Pediocactus, per intenderci). Ma simula, come dice Roberto, quei dieci anni di indebolimento progressivo che, solitamente ( Very Happy ), non si ha voglia di aspettare.

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RobertoBr
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Inviato: Mar 06 Gen 2026, 20:50   Oggetto:
RobertoBr Mar 06 Gen 2026, 20:50
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Aggiornamento...
Il trattamento di esposizione alla pioggia non ha causato nessuna vittima, il che è già positivo, ma gli effetti sono stati piuttosto diversi per le varie specie: simpsonii, nigrispinus e Toumeya non hanno avuto quasi nessuno cambiamento duraturo, i despainii non si sono gonfiati ma come già scrivevo hanno cambiato colorito e sembrano stare meglio. La sorpresa è stata invece vedere che i paradinei si sono gonfiati, molto lentamente, ci hanno messo parecchi giorni ma sono tornati quasi alle dimensioni che avevano durante il periodo vegetativo.

Qui siamo nel pieno di una decisa ondata fredda, stamattina minima misurata in aiuola -9.2°C (stazione ufficiale Arpa -8.3°C) ma di giorno la temperatura riesce a salire qualche grado sopra lo 0 e l'aria è relativamente secca....si sentiranno a casa Very Happy in realtà dove le ho messe si guadagnano sicuramente un paio di gradi.
I vasi seminati invece stanno bene esposti, se non rompe la dormienza questo.....

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