| Precedente :: Successivo |
| Autore |
Messaggio |
flotti Partecipante


Registrato: 09/03/11 23:36 Età: 62 Messaggi: 209 Residenza: Faenza
|
|
Inviato: Ven 17 Giu 2022, 13:50 Oggetto: Funghi micorrizici
flotti Ven 17 Giu 2022, 13:50
|
|
|
Mi è capitato di leggere che tra i seminatori della Repubblica Ceca vari usino un terriccio chiamato soppressivo e a loro dire da ottimi risultati: Il substrato soppressivo contiene anche 2 specie di funghi che sopprimono la causa di importanti malattie fungine (Trichoderma virens) e prevengono i parassiti degli insetti (Metarhizium anisopliae). Qualcuno li mai provati? |
|
| Top |
|
 |
Rod Prof


Registrato: 26/06/12 09:23 Età: 38 Messaggi: 4204 Residenza: Arco (TN)
|
|
Inviato: Ven 17 Giu 2022, 15:15 Oggetto:
Rod Ven 17 Giu 2022, 15:15
|
|
|
mai provati, ma sarebbe interessante saperne di più! _________________ "Chi muore in una battaglia che non è la sua non sarebbe mai dovuto nascere" |
|
| Top |
|
 |
giovasse Master


Registrato: 01/02/22 18:30 Messaggi: 1417 Residenza: Olbia
|
|
Inviato: Ven 17 Giu 2022, 20:39 Oggetto:
giovasse Ven 17 Giu 2022, 20:39
|
|
|
Uso il prodotto Agri bio active da poco piu' di un anno e sembra un buon prodotto, e' un attivatore del substrato con micorrize. |
|
| Top |
|
 |
Andreroe Prof


Registrato: 22/06/18 15:41 Età: 47 Messaggi: 2272 Residenza: Berlin
|
|
Inviato: Sab 18 Giu 2022, 18:27 Oggetto:
Andreroe Sab 18 Giu 2022, 18:27
|
|
|
Io ho provato le Micorrize su alcuni esemplari, ma non sono poi stato cosi furbo da evidenziarne con attenti confronti eventuali vantaggi o differenze. Pura pigrizia.
Ho sentito dire però che in mancanza di umidità, questi funghi muoiono, il che mi fa riflettere su quanto possano essere utili nei vasetti delle nostre piante... _________________ Andrea |
|
| Top |
|
 |
flotti Partecipante


Registrato: 09/03/11 23:36 Età: 62 Messaggi: 209 Residenza: Faenza
|
|
Inviato: Sab 18 Giu 2022, 20:48 Oggetto:
flotti Sab 18 Giu 2022, 20:48
|
|
|
Da quello che ho capito sarebbe usato nelle semine quindi utile nel primo periodo di vita delle piantine. |
|
| Top |
|
 |
ggiov1962
Registrato: 26/06/25 14:20 Messaggi: 3
|
|
Inviato: Gio 01 Gen 2026, 16:17 Oggetto:
ggiov1962 Gio 01 Gen 2026, 16:17
|
|
|
Da quel che leggo su siti di coltivatori americani (ad es www.copiapoa.com) quelli veramente efficaci sono inoculanti specifici di microbioma che si trovano nei substrati desertici mentre le comuni micorrize sarebbero troppo aggressive per i cactus, però non sono riuscito a capire se ne esistano in vendita. Qualcuno li conosce? |
|
| Top |
|
 |
Giovanni Senior

Registrato: 07/07/23 07:36 Messaggi: 757 Residenza: Roma
|
|
Inviato: Ven 02 Gen 2026, 17:10 Oggetto:
Giovanni Ven 02 Gen 2026, 17:10
|
|
|
Sito interessante con, dal mio punto di vista, delle criticità. Dubito sia praticabile una coltivazione "naturale" e in effetti quello che alla fine propone è un compromesso. La parte in cui parla della fotosintesi CAM lasciando quasi intendere che sia una specificità delle Copiapoa. Aggiungo, anche se forse non c'entra nulla, che l'adattamento CAM non è obbligato e che le piante che lo usano sono in grado, se le condizioni di umidità lo permettono, di utilizzare altre vie. Riguardo ai ceppi di micorrize non mi pare che parli di tipi particolari, che probabilmente esistono. Immagino che per i funghi, come per le piante, avvenga una sorta di selezione in virtù delle condizioni pedoclimatiche. Non potendo acquistare la camanchaca o inoculo proveniente dal Cile dovremo adattarci _________________ Non esistono piante da interno |
|
| Top |
|
 |
ggiov1962
Registrato: 26/06/25 14:20 Messaggi: 3
|
|
Inviato: Ven 02 Gen 2026, 23:23 Oggetto:
ggiov1962 Ven 02 Gen 2026, 23:23
|
|
|
Giovanni, mi riferivo a questi due passaggi, tratti dal sito citato :
“ While the full complexity of the Atacama microbiome cannot be replicated, targeted inoculants containing desert-adapted genera such as Bacillus and Streptomyces can provide analogous benefits under cultivation.” E “ Not all microbial products are suitable for Copiapoa. Many are designed for fast-growing, nutrient-hungry crops and contain aggressive strains such as Trichoderma or Bacillus subtilis. These can overwhelm Copiapoa’s fine roots, disrupt microbial balance, or even trigger rot.Choose inoculants formulated for desert or xerophytic species, and always apply the minimum effective dose.” Ma facendo qualche ricerca su internet non trovo inoculanti che rispondano alle indicazioni suggerite dagli autori. |
|
| Top |
|
 |
RobertoBr Master

Registrato: 17/08/21 01:34 Età: 34 Messaggi: 1154 Residenza: Vestigné
|
|
Inviato: Sab 03 Gen 2026, 2:13 Oggetto:
RobertoBr Sab 03 Gen 2026, 2:13
|
|
|
| Citazione: | | l'adattamento CAM non è obbligato e che le piante che lo usano sono in grado, se le condizioni di umidità lo permettono, di utilizzare altre vie |
In realtà il metabolismo CAM si è evoluto indipendentemente in varie famiglie. In alcune di esse ciò che dici è vero, in altre invece il metabolismo CAM è l'unico possibile. Ad esempio le Aizoaceae sono normalmente c3 e rincorrono al metabolismo CAM solo sotto stress. Altre invece come Cactaceae o Aloaceae hanno a loro disposizione solo il metabolismo CAM. Interessante notare che nelle Cactaceae il metabolismo c3 si è conservato come residuo evolutivo nelle foglie vere precocemente caduche di Opuntia, Cilyndropuntia e affini nonché nelle prime fasi di sviluppo dei semenzai (ed è anche per questo che i giovani semenzai hanno bisogno di più umidità).
Ho letto con interesse alcune pagine di quel sito, ma andando poi a cercare la base scientifica di certe affermazioni si trova bene poco, C'è un unico studio questo che indaga approfonditamente l'argomento ma si limita ad affermare che alcuni generi di microrganismi tra quelli trovati si sono dimostrati in altri contesti promotori della resistenza alla siccità e al nutrimento minerale (che voglio dire non è che ne sentivamo tutto sto bisogno ). Oltretutto in bibliografia trovate altri articoli da cui ha attinto a piene mani per altri argomenti
Ma la criticità che mi sembra più rilevante è: non sono microrganismi che formano una relazione specifica con la pianta, che garanzie abbiamo che quell' ecosistema microbico possa essere replicato e possa sopravvivere in un vaso, con substrati che non c'entrano nulla e con condizioni ambientali che non c'entrano nulla? Ammesso pure che riusciamo a trovare quel ceppo di tal batterio atacamense e lo mettiamo nel vaso, chi mi dice che una settimana dopo non siano tutti morti rimpiazzati dai comunissimi batteri che vivono in ogni substrato.
Notare che il messaggio che apriva la discussione faceva riferimento ad un meccanismo totalmente diverso dalle micorizze che secondo me è molto più sensato
Per le micorizze vere e proprie, sarebbe da approfondire e valutare bene, ma io sono piuttosto freddo a riguardo |
|
| Top |
|
 |
ggiov1962
Registrato: 26/06/25 14:20 Messaggi: 3
|
|
Inviato: Sab 03 Gen 2026, 8:59 Oggetto:
ggiov1962 Sab 03 Gen 2026, 8:59
|
|
|
non ho conoscenze scientifiche in argomento, il credito che do loro deriva solo dal fatto che coltivano le piu belle copiapoa che si trovino in circolazione (si vedono nel loro account su Instagram) e hanno un sito ricco di informazioni, inoltre mi piace la filosofia di coltivazione che mira a replicare il più possibile le condizioni di habitat ,per cui ero curioso di capire quantomeno quali sono i fattori replicabili… alcuni per me non lo sono di certo (costa californiana vs pianura padana…) ma altri magari si…. Già nel famoso articolo The stone eaters di Dag Panco (scaricabile in pdf da SCRIBD) si accenna alla coltivazione in substrati solo minerali o molto poveri e si accenna al fatto che la capacità della pianta di assorbire sostanze dai quei substrati dipende in modo fondamentale dal microbioma, e lui coltivava in centro Europa (Romania) quindi ambienti più prossimi alla nostra pianura. |
|
| Top |
|
 |
RobertoBr Master

Registrato: 17/08/21 01:34 Età: 34 Messaggi: 1154 Residenza: Vestigné
|
|
Inviato: Sab 03 Gen 2026, 10:09 Oggetto:
RobertoBr Sab 03 Gen 2026, 10:09
|
|
|
Non voglio assolutamente togliere nulla ai loro metodi e alle loro informazioni, la loro bravura ed efficacia è fuori discussione ( oltretutto io non coltivo questo genere quindi....).
Studiare gli ambienti di origine e comprendere la loro ecologia è anche il mio approccio, ma poi all'atto pratico si fanno moltissimi compromessi e a mio parere il microbioma, che è frutto di tantissime variabili, è praticamente irreplicabile. Già con dei cactus che vivono in ambienti meno estremi e meno diversi è difficile avvicinarsi alle condizioni naturali, figurati con queste. In ognuno dei nostri vasi c'è già un microbioma, per povero che sia è con tutta probabilità il più adattato a vivere in quei vasi in quelle condizioni.
Poi giustamente scrivono che il microbioma specifico è indispensabile per assorbire nutrienti e acqua in un ambiente in cui non piove praticamente mai e la sostanza organica è sotto l'1%. Giustissimo, ma se poi usi come dicono loro il 15-20% di sostanza organica o bagni ogni 2 settimane a cosa serve sto microbioma specifico? Addirittura parlano di microrganismi che estraggono acqua dalla decomposizione dei minerali...non fraintendermi è un argomento affascinante che leggo con vero piacere, ma noi stiamo in pianura padana con il 70% di umidità relativa media a livello pratico mi pare un po' irrilevante. |
|
| Top |
|
 |
Giovanni Senior

Registrato: 07/07/23 07:36 Messaggi: 757 Residenza: Roma
|
|
Inviato: Sab 03 Gen 2026, 18:45 Oggetto:
Giovanni Sab 03 Gen 2026, 18:45
|
|
|
@Roberto: ignoravo la cosa, avevo letto e non approfondito della capacità di rivolgersi anche alla fotosintesi C3 e avevo generalizzato. Grazie _________________ Non esistono piante da interno |
|
| Top |
|
 |
|
|
|