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Scheda di coltivazione - Tillandsia

 
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Alessandro
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Messaggio Inviato: Mar 13 Dic 2011, 13:48   Oggetto: Scheda di coltivazione - Tillandsia
Alessandro Mar 13 Dic 2011, 13:48
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Scheda sulla coltivazione delle Tillandsia..( Fonte http://www.tillandsie.net/tillandsia.htm)

Qualche premessa:

1-per capire come mantenere e far crescere queste piante, è necessario premettere che le diverse specie del genere Tillandsia, vivono allo stato silvestre o vengono coltivate, in regioni dal clima assai diverso tra loro.
Vi sono specie che prediligono climi temperati, altre che possono essere prodotte con buona qualità sia in climi tropicali che temperati; è sufficiente adattare la tecnica colturale. Servano queste poche righe a dare un'idea della grande variabilità del clima delle regioni che ospitano Tillandsie epìfite.

2-Dove si rinvengono le Tillandsia allo stato naturale?
Le regioni climatiche (del Continente Americano) vanno da ambienti desertici, alla ''foresta secca'', alla ''foresta pluviale umida'', ai freddi altopiani andini con temperature di qualche grado sottozero nelle primissime ore del mattino. Ossia una amplissima gamma di regioni caratterizzate da temperature, altitudini, luminosità, piovosità, umidità relativa, fittezza e tipo di vegetazione, presenza dell'uomo, concentrazione di contaminanti, molto differenti una dall'altra.

3- Le Tillansia si adattano facilmente ed è una loro pregevole caratteristica, a essere collocate in ambienti di vita con microclimi assai diversi, ma per sfruttare al meglio questa loro caratteristica , si deve essere flessibili e accorti nel fornire loro ciò di cui hanno bisogno, secondo l'ambiente, la stagione, e ancor più lo stato vegetativo della pianta, ecc.

Sono esseri viventi e come tutti gli esseri viventi (animali e vegetali) hanno, come appena detto, necessità diverse secondo il loro ciclo biologico, secondo la stagione, secondo il luogo in cui vengono collocate, secondo la regione climatica.

Bisogna ribadire, leggendo le stravaganze informative che si incontrano in internet, o le raffazzonate informazioni su irrigazione e specialmente su concimazione proposte da taluni ''specialisti'', che tutte le piante, di qualsivoglia genere e specie, hanno bisogno di acqua per mantenersi fotosinteticamente attive, ossia per vivere e crescere attivamente.

La possibilità che hanno, particolarmente sviluppata in alcune specie, di vivere bene in natura per molti mesi senza pioggia e di sopravvivere anche nelle abitazioni per qualche mese o anche per molti mesi senza irrigazione, non significa che le Tillandsia vivono senz'acqua ! per le Tillandsie epifite è solamente diverso, curioso, il modo con cui se la procurano, catturandola dall'atmosfera (umidità, rugiada, nebbia, pioggia,...) attraverso le foglie e conservandola strettamente.

La carenza idrica grave si manifesta con accartocciamento a doccia delle foglie, dapprima delle basali e via via delle altre verso l'apice, con un arricciamento delle foglie, a cominciare dagli apici delle stesse, con una diminuzione consistente del peso dell'intera pianta; se la carenza è prolungata, si può arrivare a intristimento generale della pianta, a volte a disseccamento degli apici fogliari e poi dell'intera pianta.
E' ovvio che nella cura normale della pianta, non si può arrivare a stadi manifesti di sofferenza, anche se le Tillandsia hanno una capacità di recupero insospettata, soprattutto le specie xeriche e semixeriche.
Piante sottoposte a carenza idrica per molti mesi possono, nel giro di alcuni giorni riacquistare di molto o completamente il turgore iniziale, mentre non sempre (secondo la specie, la morfologia fogliare) possono riacquistare la forma (il portamento) iniziale.

QUANTO IRRIGARE:
la reidratazione può avvenire con una o più nebulizzazioni fino a gocciolamento delle foglie oppure e meglio , mediante irrigazioni effettuate anche nello stesso giorno quando si tratti di piante molto disidratate o anche e sarebbe la cosa migliore quando possibile, con una immersione di alcuni minuti in acqua a temperatura ambiente.
Se possibile, usare acqua poco calcarea che può essere piovana, purché non raccolta dai tetti. Non è assolutamente necessario scrollare le piante, ad eccezione della Xerographica, dopo averle immerse in acqua, anzi è utilissimo lasciare le gocce sulle foglie.
Nel giro di pochissimo tempo l’acqua in sovrappiù evaporerà o verrà assorbita dalla pianta.
L'importante è che non vi sia ristagno continuo di acqua.

In condizioni normali, 1-2 immersioni la settimana (in acqua a temperatura ambiente), protratte per qualche minuto sono sufficienti per mantenere in buono stato le piante in un ambiente di vita dove non ci sia un utilizzo sostenuto di condizionatori o di apparati di riscaldamento che disidratino l'ambiente.
La frequenza di immersione può essere anche maggiore, eventualmente con un immersione più breve e facendo attenzione che la pianta asciughi la propria superficie fogliare in breve tempo (al massimo nel giro di qualche ora).

La irrigazione, la reidratazione, non devono essere considerate a se stanti, ma legate a importanti fattori ambientali quali la temperatura, la umidità relativa, la luminosità, la stagione (la lunghezza del giorno).

Nel caso di piante non fissate stabilmente su supporti, ma semplicemente inserire in un bicchiere, in un vasetto di ceramica, ecc., utilizzo peraltro semplice e raccomandabile, si presti attenzione che la base o il fondo della pianta non rimangano a contatto o peggio immersi, nell'aqua di sgrondo d'irrigazione.
Tale acqua andrebbe a ostruire gli stomi impedendo gli scambi gassosi della pianta con conseguente rapida marcescenza della base e di tutta la pianta.

Le Tillandsia mangiano, bevono, respirano, solo attraverso le foglie e che dopo una ''buona bevuta'', le stesse devono avere gli stomi (aperture microscopiche presenti sulle foglie) liberi, per permettere gli scambi gassosi, ossia respirare.
Alternare irrigazioni a periodi di asciutto, lunghi o brevi secondo le specie, è di fondamentale importanza!

Nelle specie xeriche, che tollerano maggiormente gli stress idrici per carenza di acqua (ossia le specie ricche di tricomi con ali piuttosto sviluppate responsabili dell'aspetto vellutato e del colore bianco-grigio della foglia), gli stomi pur trovandosi allo stesso livello dei tricomi, come d'altronde in tutte le specie, vengono coperti, si potrebbe anche dire quasi ''tappati'' o per lo meno, molto ostacolati per limitarne la traspirazione, dalle ali di quest'ultimi.
Con superficie fogliare bagnata, questa condizione di chiusura o di tappo, si accentua perché le ali dei tricomi si abbassano per adempiere alle loro funzioni, assumendo una posizione parallela alla lamina fogliare e schiacciata su questa; si viene in tal modo a formare quasi un velo di acqua senza soluzione di continuità, che praticamente tappa tutte le aperture stomatiche.

Questo stato, pena la vivibilità della pianta, deve essere assolutamente temporaneo.
La pianta ha bisogno di ritornare allo stato iniziale, con le ali dei tricomi alzate e le aperture stomatiche libere.

Dopo quanto tempo ?

Variabilissimo da specie a specie e variabilissimo secondo il clima (temperatura, ventosità, U.R. luce, ecc.).
Può variare da pochi minuti ad alcune ore.
L'importante è che la foglia ritorni in breve tempo a respirare liberamente e normalmente.

In natura, condizioni eccezionali con piogge ininterrotte e prolungate per giorni sono rare e quasi sempre una sia pur breve sospensione della pioggia permette un rapido ripristino dello stato asciutto della superficie fogliare, anche con Umidità Relativa alta.
Se la condizione di foglia bagnata (satura) viene protratta per qualche giorno (per eccessive irrigazioni, unitamente a un eccesso di umidità ambientale che ne impedisca l'evapotraspirazione e il ritorno alla condizione di asciutto della superficie fogliare), si pregiudica gravemente la vita della foglia e quasi sempre dell'intera pianta.
Per riportare la pianta alle normali condizioni di vita e di buon ''funzionamento'', sono sufficienti, in condizioni normali, una buona ventilazione, un innalzamento di temperatura, un aumento di luminosità, ecc.
E' utile ricordare che alcune (non tutte!) delle specie grigie, con tricomi più sviluppati, che grossolanamente si possono classificare come specie xeriche, che sono più o meno vellutate al tatto, specie che vivono in natura in ambienti meno piovosi o dove non piove per settimane o addirittura mesi (altopiani andini e più in generale tutte le regioni dove esiste una marcata distinzione tra stagione secca e stagione piovosa), abbisognano veramente di poca acqua.
Eccessivi interventi irrigui su tali specie, le può facilmente portare a marcescenza per asfissia.
Le specie mesiche (specie a serbatoio, per lo più a foglie verdi, più o meno lucide), per loro morfologia e costituzione, sono generalmente molto più tolleranti verso gli eccessi idrici, anzi, alcune di queste non disdegnano frequenti brevi piogge e mantengono quasi costantemente acqua nel serbatoio.
Quasi sempre nell'acqua del serbatoio è presente una grande quantità di detriti organici in fase più o meno avanzata di mineralizzazione, provenienti da due differenti fonti: dalle parti superiori della pianta ospite (vegetazione, corteccia, rami) e, a volte in quantità veramente consistenti, portati o trasformati in loco dagli insetti che adibiscono a loro ricettacolo le parti basali e più interne della tillandsia.
La trasformazione a composti chimicamanete più semplici e chimicamente più leggeri (quindi più facilmente assorbibili) della sostanza organica, operata dagli insetti, è qualitativamente consistente ed è operata su quantità rilevanti di prodotto organico.
Non v'è dubbio che l'opera degli insetti è di estrema importanza per le Tillandsia epifite.

Per quanto finora detto, generalmente la irrigazione delle specie mesiche, specie per lo più a foglie verdi, più o meno lucide, si presenta più semplice perché tali specie possono tollerare più facilmente grossolani errori (eccessi), purchè non frequentemente ripetuti.
E' buona norma, soprattutto per chi non ha molta dimestichezza con queste piante, che tra una irrigazione e la successiva venga data alla pianta la possibilità di evaporare o assorbire tutta l'acqua presente nella rosetta centrale (serbatoio).

D'inverno, in ambienti riscaldati , con scarsa umidità relativa, è buona norma irrigarle a fondo 1 volta la settimana, a condizione che siano mantenute in buona luminosità e a discreta temperatura.
Durante la bella stagione,gli interventi irrigui possono essere più radi, ma sempre la frequenza dipenderà dall'umidità relativa ambientale, dalla luminosità dell'ambiente dove sono collocate e dalla specie.
E' utile, nella bella stagione, collocarle alla pioggia.
In questo modo possono anche liberarsi di un po' di polvere e inquinanti e reidratarsi con acqua sicuramente non calcarea e in grado di togliere, per il suo pH subacido, un po' dell'eventuale residuo calcareo fissatosi sui tricomi a seguito specialmente delle nebulizzazioni.

Le irrigazioni e soprattutto le nebulizzazioni ripetute, eseguite con acqua calcarea, portano alla formazione di una più o meno spessa incrostazione sulle foglie, specialmente delle specie xeriche a foglie setose, che nuoce alla buona funzionalità dei tricomi e può anche deturpare in modo più o meno evidente la bellezza della pianta.

Durante la bella stagione, a cominciare da minime notturne di almeno di 5-8 °C, quando possibile, è utile per mantenerle in perfetto stato, tenerle all’esterno.
Possono essere collocate ovunque ma all’ombra, meglio se sotto la chioma di altra vegetazione (preferibile che la chioma soprastante sia a qualche metro di altezza per non ostacolare la formazione di rugiada sulla Tillandsia) o, per gli appassionati, nelle insenature tra i rami degli alberi nel giardino di casa.
Nel giro di poche settimane o qualche mese (secondo la specie, la disponibilità di piogge e l’umidità ambientale), instaureranno con la pianta ospite un perfetto rapporto di epifitismo, con l’emissione di radici che si incaricheranno di fissare in maniera stabile e sicura le piante ai rami. Durante le prime settimane dopo la collocazione, al fine di facilitare l’emissione delle radici di ancoraggio, utili saranno alcune irrigazioni. In seguito non saranno necessarie ulteriori cure.
Le Tillandsia all'aperto, collocate in zone adeguate non hanno bisogno di irrigazioni perchè sarà loro sufficiente l’umidità della notte e l'eventuale acqua di pioggia.
Vi stupiranno con la loro vitalità con la emissione di nuove foglie e con la fioritura (nelle piante a maturazione).
Non sarà necessario concimarle..
Prima della stagione fredda (temperatura al di sotto di 5-8 °C) dovranno essere ritirate e collocate al riparo dal freddo, anche se alcune delle specie normalmente reperibili possono egregiamente sopportare temperature attorno allo zero per diversi giorni.

CONCIMAZIONE:
Per Tillandsia che escono di serra in perfetto stato vegetativo perchè ben coltivate, le quantità di sali incamerati durante la coltura in serra sono sufficienti per molto tempo (diversi mesi) per il mantenimento in buona salute della pianta.

Di tanto in tanto, nei periodi di maggiore crescita si possono concimare, aggiungendo all'acqua di normale irrigazione uno dei tanti concimi liquidi o in polvere (posibilmente provvisti oltre che di macro, anche di microelementi) per piante verdi in genere o per piante fiorite, disponibili ovunque.
Si deve prestare attenzione al momento di preparare la soluzione, di abbassare le dosi consigliate sulla confezione, fino ad arrivare a 1/3 o 1/4 della dose consigliata sulla confezione.
E' un consiglio di massima da seguire per evitare ustioni alla pianta.
Se loperazione viene fatta per es. per immersione in una bacinella (scelta consigliata), si diluisca la poca quantità di concime richiesta, nella quantità di acqua necessaria per arrivare alla concentrazione voluta.
per es. una concentrazione all'1 x mille significa 1 cc (oppure 1g) di concime in 1000 cc circa (1 litro) di acqua; per cui per preparare 10 litri di soluzione all'1 x mille sono necessari 10 cc (oppure 10 g) di concime in 10 litri di acqua, mentre per arrivare a 1/4 o 1/3 di questa concentrazione, ossia la dose consigliata per le Tillandsia, si devono diluire circa 2,5-3 cc (oppure 2,5-3 g) di concime in 10 litri di acqua. Si immerga poi (scelta consigliata, piuttosto che effettuare una nebulizzazione) la pianta per alcuni secondi o qualche minuto, dipendendo dalla specie, dal grado di disidratazione e dalla frequenza dell'operazione, nel recipiente contenente la soluzione. Nel caso di nebulizzazione o di irrigazione si utilizzi la soluzione, alla concentrazione correttamente preparata, per spruzzarla sulla pianta. (Ai nostri clienti, se in grado di recepirle, possiamo fornire istruzioni più dettagliate in merito alla concimazione).
Le concentrazioni sopra consigliate sono finalizzate a un normale mantenimento di tutte le specie di Tillandsia senza provocare danni alle stesse.
Quando possibile è di gran lunga preferibile l'immersione in acqua concimata per alcuni secondi o qualche minuto, piuttosto che una nebulizzazione con acqua concimata' perchè con l'immersione la pianta accumula molto meno calcare sulla superfice delle foglie, anche nel caso si usasse acqua con un discreto tenore di calcare.

LUCE:
Vanno tenute in posizione luminosa, ma non al sole diretto, soprattutto se all'aperto.
In casa, la luce diretta o leggermente filtrata del sole può essere utile se protratta per non più di qualche ora al giono, per attivarne le funzioni vitali.
Fuori casa, devono essere mantenute all'ombra, meglio se sotto la chioma di vegetazione arborea o arbustiva per poter usufruire con le piogge dell'acqua di lisciviazione o comunque leggermente arricchita di sostanze nutritive.
E' utile precisare che le specie grigie, tali appaiono quelle più ricche di tricomi o con le ali dei tricomi più sviluppate, vivono in natura (attenzione, solo in natura !) in zone con maggiore insolazione; alcune di queste specie, per es. le specie sassicole e altre classificate ''atmosferiche'', vivono praticamente in uno stato di completa esposizione al sole per diversi mesi all'anno, in attesa del periodo delle piogge o delle sporadiche piogge durante l'anno.
Quasi sempre, il fabbisogno di luce delle specie grigie è superiore a quello delle altre specie più o meno verdi, molte delle quali provviste di ''serbatoio'' per la raccolta dell'acqua meteorica e che per lo più vivono come epìfite.
Il passaggio eventuale da una condizione ombreggiata a una condizione di maggior insolazione, deve essere fatta, per evitare situazioni di solarizzazione, con molta gradualità e considerando che le Tillandsia sono piante a crescita molto lenta.

Di ciò è utile tener conto per un ottimale mantenimento delle numerose specie dalle diverse caratteristiche.
Consigliamo in definitiva una buona luminosità, perchè pensiamo che nelle abitazioni sia l'elemento maggiormente carente, anche per le specie sciafile, ossia quelle specie che vivono in natura in zone a luce filtrata da altra vegetazione.

Una carenza di luce (intesa come scarsa intensità di luce o come scarsità di ore di illuminazione), può portare a un eccesso di irrigazione, in quanto la pianta non è in grado di assorbire in tempi brevi, l'acqua che le viene somministrata.
Una Tillandsia collocata in buone condizioni di luce sarà più facile da mantenere e da far crescere.
Sarà una pianta che reagirà meglio a qualsiasi stimolo, reagirà meglio alle irrigazioni e alle concimazioni e in genere a tutte le attenzioni e le cure che la persona le dedicherà; crescerà meglio, più rapidamente, andrà in fioritura più facilmente ed emetterà poi più facilmente e rapidamente anche i germogli che saranno quelli che si incaricheranno di ripetere il ciclo vitale, quando la pianta lentamente si esaurirà dopo aver prodotto 1-2-3 o più generazioni di germogli.
Viceversa, una pianta mantenuta in scarsità di luce sarà una pianta pigra e sonnolenta con scarse reazioni agli stimoli, non reagirà alle irrigazioni, ancora meno alle concimazioni; sarà una pianta destinata ad esaurirsi.
Perciò: fondamentale una oculata collocazione.

TEMPERATURA:
C'è da dire che queste piante (facciamo esplicito riferimento alle specie largamente commercializzate) possono sopportare a lungo, da diversi giorni a varie settimane, temperature di 5-6 °C o anche inferiori a questi valori.
Si tenga comunque presente che la resistenza al freddo varia molto da specie a specie.
La temperatura massima, solitamente non è un problema, anche se, come detto e ripetuto più volte nel sito, le varie specie di Tillandsia vivono in natura in ambienti con caratteristiche ambientali molto e molto diverse tra loro, andando da minime attorno allo zero a massime di 30-35°C.
Ci sono specie che preferiscono costantemente temperature e luminosità alte ed altre che si adattano o preferiscono temperature e luminosità più basse, oppure temperature mediamente elevate e/o con poche escursioni e luminosità contenuta .
Negli ambienti chiusi (casa, ecc.) è consigliabile mantenerle a moderata temperatura (18-28 °C), lontane da fonti di calore e da condizionatori, ossia da apparati che diminuiscono considerevolmente l'umidità nell'ambiente.

La resistenza al freddo dipende da molti fattori, alcuni dei quali elenchiamo:

-la specie di appartenenza..

-variazione graduale di temperatura; per portare la pianta a una maggiore resistenza al freddo è importante che vi sia una variazione graduale di temperatura, con la quale si adatta la pianta a più basse temperature; sono sempre da evitare brusche variazioni di temperatura sia in aumento che in diminuzione..

-la concimazione: la quantità e i rapporti tra gli elementi nutritivi fondamentali..

-la concentrazione dei succhi cellulari influisce notevolmente sulla resistenza al freddo.
Per non entrare in suggerimenti troppo tecnici, brevemente si può dire che è utile, tra i vari comportamenti da adottare, abbassare la quantità di azoto e aumentare quella di potassio

-grado di idratazione della pianta: una leggera, oculata disidratazione aumenta la resistenza al freddo

Esistono poi delle accortezze che ognuno può mettere in pratica, come quella di collocare le Tillandsia sotto la chioma di alberi o in genere sotto altra vegetazione; in questo caso il raffreddamento dovuto all'irraggiamento notturno può essere contenuto e si può facilmente arrivare a un guadagno di alcuni gradi centigradi (4-5 °C)
Se la temperatura minima, non fosse il maggiore fattore limitante (almeno nel Nord Italia e Nord Europa), potrebbero essere collocate all'esterno, durante tutto l'anno e, quando possibile, appese sotto un albero, o appoggiate sopra un ramo, con il quale potrebbero instaurare un rapporto di epifitismo, aggrappandosi alla corteccia.

UMIDITA' AMBIENTALE:
Ambienti con un tasso medio-alto di umidità relativa , accolgono meglio tali piante e questa condizione è largamente valida per tutte le specie.

TRATTAMENTI INSETTICIDI:
Per un buon coltivatore, quasi mai è necessario intervenire con insetticidi su una coltura di Tillandsia in serra.
E se più interventi fossero richiesti, significa che la coltura non è mantenuta nel modo migliore, poichè una presenza consistente di insetti (di qualsivoglia genere e specie) denoterebbe cattivo mantenimento dell'ambiente e cattiva conduzione della coltura.
Diversa è la situazione di coltura nel loro ambiente naturale e ancor più diversa la situazione delle piante allo stato silvestre.
Se proprio fosse necessario, per dei trattamenti insetticidi si possono usare dei prodotti che contengano come principi attivi delle piretrine (derivati del piretro)
Si raccomanda di attenersi alle dosi medie consigliate.
Sono presenti nel mercato e reperibili presso i Consorzi Agrari o punti vendita di prodotti per l'agricoltura, insetticidi formulati con vari principi attivi, che non necessitano di ''patentino'' (ossia possono essere aquistati senza particolari requisiti) che sono efficaci per il controllo di insetti, per lo più ad apparato pungitore-succhiatore, che possono insediarsi sulle Tillandsia.

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patra
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Messaggio Inviato: Mar 13 Dic 2011, 15:16   Oggetto:
patra Mar 13 Dic 2011, 15:16
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Grazie Alessandro!!! Molto interessnate e utile.


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cactus
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Messaggio Inviato: Mar 13 Dic 2011, 20:53   Oggetto:
cactus Mar 13 Dic 2011, 20:53
Rispondi citando

Molto interessante. Applauso

Ci vuoi attaccare il mal di tillansia? Dubbioso

Però mi sa che non è un genere succulento.
Farei una bella scehda di coltivazione in non solo cactus Ok

Ovviamente cancelliamo anche questo mio post Intesa

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Alessandro
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Messaggio Inviato: Mer 14 Dic 2011, 10:27   Oggetto:
Alessandro Mer 14 Dic 2011, 10:27
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come vuoi Paolo..

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Gianna
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Messaggio Inviato: Mer 14 Dic 2011, 11:19   Oggetto:
Gianna Mer 14 Dic 2011, 11:19
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Un gran bel lavoro Ale Esatto
Casomai si potrebbero creare pure in "Non solo cactus" delle schede di coltivazione, così da renderle più visibili.
Ci sono tanti forumisti che coltivano pure piante carnivore e che potrebbero contribuire


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Messaggio Inviato: Mer 14 Dic 2011, 11:36   Oggetto:
Alessandro Mer 14 Dic 2011, 11:36
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ok per me va benissimo..

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