Inviato: Mer 16 Set 2026, 21:28 Oggetto: I risvegli
Rosaedela Mer 16 Set 2026, 21:28
Questa è la stagione dove tante piante si preparano al riposo invernale, mentre per altre inizia il risveglio vegetativo. È un momento molto emozionante e, per me, ogni anno sempre più pieno di trepidazione. Perché inizio ad apprezzare e capire sempre un pochettino meglio queste piante nemmeno tanto antiche, dalla rapida evoluzione.
Gibbaeum album, pianta del maestro Leonardo Giammanco, che mia mamma ha tentato di uccidere a più riprese questa estate, mentre ero in vacanza. Ogni sera la bagnava, perché era così assetata...anzi, forse già morta!!
   
Miracolosamente scampata ai tentativi di affogamento, le radici si stanno ora rimettendo in moto e la pianta si sta gonfiando.
Othonna euphorbioides: assieme alle prime foglie sono spuntati due boccioli e oggi si è aperto un minuscolo fiorellino.
Othonna appartiene alla famiglia delle Asteraceae, ma l'ho introdotta abusivamente in questo post, perché anche lei si sta risvegliando ora 😀
Si svegliano sempre più piante ed ogni giorno è una nuova scoperta. Passo tutti i minuti liberi che trovo ad osservare le piante in cerca di nuova vegetazione, boccioli, fiori, e non rimango mai delusa. C'è sempre qualcosa di nuovo, qualcosa che si muove.
Qualche pianta non dà ancora segni di ripresa. Certe si capisce che sono vive, perché si intravede il verde sempre più brillante che si prepara alla grande uscita. Altre sembrano proprio morte. Probabilmente lo sono davvero. Ma hanno ancora possibilità di ripresa. Con le piante si impara ad aspettare, hanno i loro tempi e i loro capricci.
Con queste piante sono ancora in fase di sperimentazione. È da poco, che mi sono intestardita a coltivarle. Magari con il tempo lascerò perdere, magari no.
La mia sfortuna è avere conosciuto un grandissimo amatore di questo genere, che mi ha trasmesso la passione e l'amore per queste piante. Vederle nella sua serra, vedere come possono essere belle ed affascinanti, è ovviamente fonte di grande motivazione per me.
Abitando al nord, non è facile replicare con successo la coltivazione di queste piante che invece al sud possono avere qualche possibilità in più, grazie al clima invernale meno rigido.
D'altra parte al nord coltiviamo anche tante Euphorbie, che in inverno devono entrare in casa per non morire di freddo. E perché non ritirare in casa allora anche le Aizoacee più freddolose, che tra l'altro danno il migliore spettacolo di sè, proprio nella stagione fredda?
Che domanda, ovviamente il problema è lo spazio 😄
Siccome sono piante che necessitano molta luce, in casa dovrebbero essere posizionate incollate a una finestra, e poi il locale non dovrebbe essere troppo riscaldato. Insomma, devono proprio piacere, per essere coltivate.
L' anno scorso le ho lasciate tutte fuori, ma ho subito qualche perdita. Quest' anno ne ho molte di più, e mi sono organizzata per ritirarle in parte in casa, verso dicembre.
Relegheró le Euphorbie in cantina. Passeranno qualche mese al fresco, con l'aiuto di qualche lucina LED a basso consumo.
Poi quando e se riuscirò a costruirmi una serra in ordine, penso che non ci sarà problema a fare svernare le Aizoacee , senza doverle ritirare in casa.
Intanto si sono svegliate quasi tutte le piante.
 
Phyllobolus tenuiflorus  
La mia preferita in assoluto: Monilaria  
Un dettaglio del risveglio di una Monilaria  
Si preparano i fiorellini    
Pleiospilos in fiore oggi
Ne avevamo sicuramente già parlato: a prescindere dal fatto che la resistenza al freddo di alcune specie è largamente sottovalutata (ed è un discorso che andrebbe sviluppato) il vero problema di queste piante è che, a differenza di una euforbia che se pur freddolosa cresce in estate e in inverno ha bisogno "solo" di un posto con temperatura adatta come appunto la tua cantina (ma ricordo pure di qualcuno che conservava cactus completamente al buio), queste invece in estate se la dormono profondamente e si animano solo in autunno, in prossimità di una stagione invernale padano continentale che ben poco ha a che vedere con quelle miti e soleggiate della Namibia e del Sudafrica occidentale ( e siciliane aggiungerei ).
Quindi hanno bisogno di un posto dove possano avere temperature adeguate e molta luminosità perché tutta la loro crescita annuale è programmata in un periodo che da noi non fornisce naturalmente le condizioni minime necessarie. E un posto del genere richiede una certa spesa/impegno perché le soluzioni raffazzonate possono quasi sempre fornire l'una solo a discapito dell'altra.
Ovviamente questa è una piuttosto grossolana generalizzazione perché ogni specie andrebbe valutata a sé, come premesso non tutte sono così freddolose come si tende a pensare.
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi Non puoi allegare file Puoi scaricare file