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ibiseremita
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Inviato: Mer 13 Ott 2021, 20:54   Oggetto:
ibiseremita Mer 13 Ott 2021, 20:54
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Simo98 ha scritto:
sergio_radi ha scritto:
@ ibiseremita: abbiamo condizioni molto simili, quasi sovrapponibili;
anche io ho una stazione meteo (Netatmo) ed i valori riscontrati sono quasi identici; e anche l'altitudine (500 mslm);

non dispongo di serra, per cui per me le uniche alternative disponibili sono:
1) stanza fredda con finestra basculante e finestrino, 7-12 C, a seconda della temperatura esterna.
2) portico con esposizione SE, con rari episodi di pioggia o neve da riporto;

Tricho, Echinopsis, Sedum e Sempervivum sotto portico, le altre dentro;
lo scorso anno ho ritirato il 22/11, il target per quest'anno - tempo permettendo - è lo stesso;
in questi giorni minime 7-10 massime 20-25 ...
Ideali, direi ... finché dura ... 🙂


Ho esattamente le tue condizioni, e vivo nella stessa provincia di Ibiseremita
Lo scorso inverno è stato freddo e ho riparato dal 17/11 a inizio di marzo, nel 2019 invece avevo riparato da gennaio a fine febbraio
All'esterno ho sempre lasciato Echinopsis e Trichocereus, i vari resistenti al gelo (come Espostoa, C.Strausii, Cephalocereus senilis), Carnegiea, P.Pringlei, Grusonii, Mammillaria elongata
Quest'anno testerò Ferocactus, Cereus (di cui un Peruvianus 1 metro...), Neobuxbaumia e Stetsonia
Gli unici che ho e non rischio sono Polaskia e Myrtillocactus
(Si ho la passione per i colonnari Very Happy )
Se proverò specie che andranno in contro a morte fatemi sapere Very Happy

Il mio grande problema sono le Aloe/Haworthia/Gasteria, ne ho tante e la stanza fredda non si espande purtroppo
Le uniche testate sono A.Maculata, A.Broomi e A.Arboresens

Per questo topic come quello di Roberto sono oro...
Le condizioni sono diverse ma mostra chi potenzialmente può farcela e vale la pena provarlo nelle nostre situazioni


Simo98, le mie condizioni meteo per quanto riguarda il freddo notturno, normalmente sono migliori di quelle che si trovano in pianura; se sei di Novara avrai sicuramente minime più basse di me anche se abito più in alto come quota; lo rilevo giornalmente da una cartina meteo del CML che raggruppa tutte le stazioni meteo private ( ma a norma NOAA) di Lombardia e zone adiacenti; le mie minime sono sempre 1-2,5 gradi più alte di quelle della pianura anche più prossima
Io i Ferocactus li ritiro non mi fido a fargli prendere qualche notte sotto zero anche se di poco



L'ultima modifica di ibiseremita il Mer 13 Ott 2021, 21:39, modificato 1 volta
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Lucz
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Inviato: Mer 13 Ott 2021, 21:17   Oggetto:
Lucz Mer 13 Ott 2021, 21:17
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Parlando per esperienza mia, abito in collina molto vicino sia a montagne che a pianura, in una zona di transizione da collina a montagna diciamo. Le mie minime invernali stanno sui costanti -2 o -3 quasi ogni notte, l'anno scorso qualche giorno senza raggiungere lo zero lo ho avuto e la minima assoluta é stata -9,con circa 19 giorni complessivi di neve nel periodo invernale. In questo periodo le minime vanno dai 3 ai 6 gradi mentre di giorno dove ho le piante fa molto caldo, siccome é un desolatissimo terrazzo sempre al sole. Nonostante il caldo diurno, non me la sento mai di bagnare in questo periodo, siccome a mio avviso quelle minime non sono adatte ad un terreno bagnato. Non solo fará fatica ad asciugare, ma le piante si gonfieranno e dato che da novembre la minima inizia di solito ad andare sotto zero, rischieranno di patire il gelo. Quest'inverno/anno non so come andrá, ma solitamente opero cosí, se può servire la mia esperienza personale

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ibiseremita
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Inviato: Mer 13 Ott 2021, 21:37   Oggetto:
ibiseremita Mer 13 Ott 2021, 21:37
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Sono d'accordo con Lucz; io da metà ottobre non bagno più nulla (tranne i Melocactus una volta al mese in inverno) anche se non tocco temperature rigide come le sue

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Simo98
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Inviato: Mer 13 Ott 2021, 22:19   Oggetto:
Simo98 Mer 13 Ott 2021, 22:19
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Concordo nell'interrompere le innaffiature e ne abbiamo già parlato su questo topic
Personalmente non bagno da fine settembre, tranne alcune che si sono prese la pioggia di inizio ottobre (che ora ho riparato in modo che non la prendano più) e molte succulente, soprattutto Aloe, che continuo a bagnare (senza esagerare)

Ibiseremita: si, da me fa certamente più freddo, ma ci sono importanti differenze tra le temperature meteo ufficiali e quelle da me registrate. Secondo il meteo lo scorso anno i primi geli ci sono stati dal 20/11 (ma con massime oltre i 10), per tutto dicembre ci sono state minime notturne intorno lo 0 (minima assoluta -1) alternati a giorni con minime di 4/5, a gennaio ha gelato molte notti con picco di -4, a febbraio pochi geli sporadici ma un -3. Nemmeno un giorno con gelo tutta la giornata
Valori che variano tra le fonti, io mi baso sulla stazione meteorologica usata dal comune (non ci sono comunque differenze di grande impatto)
Il mio termometro, posto in un terrazzo a Sud, in una casa in centro città e cinta su tre lati da altre case, registra sempre 1.5/2/2.5 gradi in più. In fin dei conti quindi al massimo si è arrivati a -2 e i geli effettivi sono stati pochi. In giardino invece la differenza con le temperature ufficiali quasi si annullano
Io odio il freddo e il clima padano, ma non mi sembra un clima così proibitivo per generi "attrezzati". Il vero problema sono le massime basse, che si alzano solo nei pochi giorni di sole, che ci fregano, e l'umidità ambientale molto alta
I Ferocactus non li ho mai testati, ma ho letto di varie esperienze in cui vengono considerati tra le specie testabili (anche Roberto ne sta testando uno)

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ibiseremita
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Inviato: Mer 13 Ott 2021, 22:36   Oggetto:
ibiseremita Mer 13 Ott 2021, 22:36
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Non parlo di T: "ufficiali ma di quelle di una rete privata del Centro Meteo Lombardo che ha stazioni meteo a norma NOAA (come la mia) e che coprono abbondantemente tutto il territorio lombardo e anche il novarese (http://www.centrometeolombardo.com/temporeale.php)
E' chiaro che le T. che misuri in centro città sono sempre più alte di quelle della campagna aperta o anche solo della periferia
Se dovessi basarmi sulle temperature ufficiali, per il mio paese sarebbero tutte sballate perchè si basano sulla stazione meteo della Malpensa o di Novara -Cameri: infatti le mie misurazioni sono sempre più alte
Per quanto riguarda l'umidità, è chiaro che in questa stagione e fino alla primavera è costantemente alta soprattutto di notte; di giorno può anche diminuire di molto: oggi per esempio è passata dal 92% delle 8 di mattina, al 40% delle 16 per poi risalire all'attuale 88%; ma anche in serra l'umidità c'è e ci sarà sempre se fuori è alta perchè una serra non è ermeticamente sigillata e l'aria che ha al suo interno è quella esterna per forza, a meno di metterci dentro un ventilatore e un deumidificatore che gira 24/24h ma allora diventa non più un hobby il nostro ma uno stress continuo

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RobertoBr
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Inviato: Mer 13 Ott 2021, 23:59   Oggetto:
RobertoBr Mer 13 Ott 2021, 23:59
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Sono molto contento che si parli dell'argomento, anche ampliandolo, però è meglio precisare, c'è esterno ed esterno. I vasi possono essere spostati in angoli riparati dalla pioggia neve e tenuti quasi asciutti,inoltre anche se si bagnano possono riasciugarsi (anche se il tempo per farlo in inverno si allunga di molto). Nella mia aiuola le annaffiature le sospendo già molto prima, ma la pioggia bagna comunque, e seppure con un drenaggio perfetto e nonostante la superficie si asciughi, in profondità un po' di umidità c'è sempre. È chiaro che molte specie che se la cavano nel primo scenario non possono affrontare il secondo. Parliamo pure di entrambi i casi, ma teniamo bene a mente questo distinguo.

Per quanto riguarda i Ferocactus bisogna valutare la specie, cylindraceus mi ha resistito in aiuola alle intemperie e -9. Ho anche un glaucescens che tengo in un vaso che sposto attaccato al muro esposto a sud, parzialmente protetto da un balcone sovrastante e anche lui resiste benone. Quest'anno poi ho provato a mettere un wislizenii...vedremo.
Comunque come genere hanno specie interessanti che si spingono parecchio a nord e ad est, ma molti arrivano dalla baja California, costa californiana, sonora...non si può pretendere troppo da loro.

Quest'anno ho messo anche un Oreocereus celsianus che sembra avere una buona resistenza sulla carta, vedremo però sul lapillo Very Happy

Delle altre specie citate non ho esperienza diretta, ma alcune considerando l'areale mi sembrano un po' azzardate, ma sarebbe un vero piacere essere smentito


Cactus, ma questo campo arido? Cosa sarebbe?? Sono curioso



L'ultima modifica di RobertoBr il Gio 14 Ott 2021, 9:54, modificato 1 volta
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Inviato: Gio 14 Ott 2021, 7:55   Oggetto:
Simo98 Gio 14 Ott 2021, 7:55
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Certo Roberto, le nostre condizioni diverse ma penso condividerai il fatto che, se una pianta resiste in vaso è papabile per la prova in aiuola, ma anche il contrario
Quali generi ti fanno sospettare? Ho deciso di provare solo quelli che hanno possibilità, e il peruvianus che è troppo ingombrante....

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RobertoBr
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Inviato: Gio 14 Ott 2021, 9:49   Oggetto:
RobertoBr Gio 14 Ott 2021, 9:49
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È appunto per via di alcuni generi citati che ho fatto un distinguo.
Ad esempio Carnegiea è uno dei pochi su cui sono stati fatti studi accurati sulla resistenza al freddo, e il risultato è che a -8/-9 (temperatura della pianta, non dell'aria) puoi dargli un ultimo saluto. Il fatto che in alcune zone de suo areale si raggiungono quelle temperature causa ad ogni evento freddo una moria di semenzali mentre quelli più grandi resistono con pochi o nessun danno perché il freddo è troppo breve per raffreddarli ( a parità di condizioni congela prima una tazzina da caffè che un grosso barile), quindi il successo riproduttivo è legato ad una serie di anni in cui queste temperature non si presentano. Il saguaro è certo una pianta iconica e penso che qualunque cactofilo vorrebbe i giardino, e io stesso sono stato moooolto tentato, ma secondo me è difficile che si adatti a meno di mettere a dimora un esemplare grande (quindi un investimento importante e comunque ad alto rischio). Invece in vaso riparato è fattibile ( sempre una mia opinione)
Per Pachycereus pringlei che si ferma ben più a sud, si può fare un discorso simile ma ancora più rischioso

Stetsonia (gran Chaco) e ancora di più neobuxbaumia (Messico meridionale) praticamente non sperimentano nel loro habitat quasi nessuna gelata....non mi sembrano piante con cui tirare la corda.

Poi ripeto le piante sono in grado di sorprenderci in maniera inaspettata e le condizioni a cui le sottoporresti mi par di capire non siano così estreme. Dipende un po' dallo spirito con cui intendi farlo Smile
Se lo fai con curiosità per sperimentare, e mettendo in conto la possibilità più che concreta di perdere qualche pianta, perché no?

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Inviato: Gio 14 Ott 2021, 10:34   Oggetto:
Simo98 Gio 14 Ott 2021, 10:34
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Io parlo di sempre di lasciarli all'esterno ma coperti da piogge e, se Gela pesantemente, eventualmente anche con TNT e Nylon
In piena terra non ho proprio la possibilità di sperimentare, e in vaso esposti a intemperie mi sembra troppo azzardato
Carnegiea e P.Pringlei hanno superato due inverni, li ho testati perché negli habitat di origine possono sperimentare leggere gelate e ci sono esperienze positive da coltivatori (sempre coperti)
Le altre che hai citato hai ragione, ma avendone vari esemplari voglio testarli
Ripeto però che le mie micro-condizioni sono abbastanza favorevoli, penso che potrei tenerle tutte fuori tranne le euforbie e simili
Manca il coraggio e anche la disponibilità di piante (testo sempre quelle in cui posso riparare almeno 1 pollone in casa)
Il peruvianus secondo te ha senso testarlo? Ho difficoltà q trovare fonti accurate sulla sua distribuzione essendo ormai ubiquitario in centro e sud america, hai qualche dato in più?

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Inviato: Ven 15 Ott 2021, 15:36   Oggetto:
cactus Ven 15 Ott 2021, 15:36
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Citazione:
Cactus, ma questo campo arido? Cosa sarebbe?? Sono curioso


Il campo arido sarebbe la mia più che arida serra. Very Happy

Ho capito che come senti parlare di campi ti si accende la lampada Idea

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Inviato: Ven 15 Ott 2021, 15:51   Oggetto:
RobertoBr Ven 15 Ott 2021, 15:51
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Eh cactus, hai proprio capito bene! Very Happy Very Happy Very Happy


Simo sul Cereus peruvianus ho sentito dire tutto e il contrario di tutto, io non ho mai avuto questa specie quindi non ti so dire.
Tieni presente però che Cereus peruvianus non è un nome valido, il che non sarebbe un problema senonché è stato (e viene ancora in certi casi) utilizzato per indicare sia il Cereus hilldmannianus che il Cereus repandus.
Entrambe le specie sono ampliamente coltivate ed è difficile risalire al loro areale di origine, ma si suppone che hilldmannianus provenga da una ampia zona a cavallo tra Brasile e Argentina, Uruguay e Paraguay compresi. Invece il repandus proverrebbe dall'area caraibica, probabilmente Venezuela.
Quindi una bella differenza!!!

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Inviato: Ven 15 Ott 2021, 19:14   Oggetto:
Simo98 Ven 15 Ott 2021, 19:14
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Andrò a fortuna... Very Happy

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Inviato: Sab 23 Ott 2021, 11:31   Oggetto:
RobertoBr Sab 23 Ott 2021, 11:31
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Robertobr
Citazione:
Ma no povera Very Happy
Però ci sono due questioni a suo svantaggio.
La prima è legata alla coltivazione: diventa enorme in poco tempo e pollona in modo incontenibile anche a distanza notevole. Il che non è compatibile con una piccola aiuola. Cioè, se si vuole ottenere un effetto scenografico è la pianta ideale, ma se invece si vuole avere un po'di "biodiversità" nell'aiuola è da evitare.

Il secondo è la reale resistenza al freddo (in particolare al freddo umido). Il fatto che agave americana è un complesso di sottospecie e varietà pressoché inestricabile distribuito su un areale climaticamente
molto vario, alcune addirittura sono forme totalmente domestiche, la propagazione è quasi esclusivamente vegetativa ed è pressoché impossibile risalire all'areale originario di una determinata popolazione (sempre che ci sia).

La mia avventura è iniziata proprio a causa di una americana marginata, un pollone che non sapevo dove mettere, lo misi in terra e da lì parti la rovina Very Happy Very Happy . Poi ho dovuto espiantarla proprio a causa dell'invasività e metterla in un vaso.
Nonostante tutto non è affatto una delle piante più resistenti al freddo, anzi, negli inverni rigidi ne esce piuttosto malconcia. Penso che il suo successo sia dovuto agli stoloni che ricacciano anche in caso di morte della parte aerea ( mi è successo con piccoli esemplari). In ogni caso nelle mie zone c'è una stazione che viene fatta risalire ad inizio 900, quindi direi che comunque sa come cavarsela.

Ho anche una minuscola franzosinii, ma siccome resterà minuscola ancora per poco devo ancora decidere come gestirle....


Simo
Citazione:
Non pensavo non fosse oggettivamente resistente al freddo (intendendo gelo + intemperie)
È praticamente l'unica succulenta che ritrovo in piena terra dalle mie parti, negli ultimi anni l'hanno messa praticamente ovunque Very Happy (e la cosa non mi piace granché, perché stonano con la vegetazione del Nord Italia)


Abbiamo entrambi la tendenza a divagare Very Happy , forse qui è più pertinente.
Ovviamente possiede un certo grado di tolleranza al freddo, ma non è una pianta che spicca per questa caratteristica. Da me in collina se ne vedono parecchi esemplari, ma in piano dove ristagnano freddo e umidità non ne ho mai visti. Ti faccio qualche esempio

  Una delle mie "grandi" esposta a -9, parzialmente riparata. I dani sono evidenti, ma non gravissimi
    Alcuni esemplari più piccoli nelle stesse condizioni, gravemente danneggiati ( una di quelle è poi morta). Notare bene L'Astrophytum ( che è quello che ho postato ieri fiorito) e il fero, entrambi incolumi. Direi che non rispecchia l'opinione sulla resistenza al freddo più diffusa vero?
    Stesso clone, esposto a -11 e un po' più umidità. Completamente gelato.

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Inviato: Sab 23 Ott 2021, 11:34   Oggetto:
RobertoBr Sab 23 Ott 2021, 11:34
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Credo che il limite per i piccoli esemplari sia proprio quello ( intorno ai -10), esemplari più grandi potrebbero spingersi anche un po' più giù sulla colonnina di mercurio, ma senza esagerare.
Sarebbe interessante invece capire la resistenza degli stoloni sotterranei, ma non ne ho proprio idea

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Inviato: Sab 23 Ott 2021, 12:12   Oggetto:
Simo98 Sab 23 Ott 2021, 12:12
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Da me però sotto i -5 si va raramente, -10 sono stati raggiunti nel 2011/12 e ricordo bene i commenti Very Happy
Rispetto a dove vivi tu credo sia meno freddo ma più umido, quindi penso che un'aiuola come la tua sia più complessa da attuare
Le temperature relativamente "miti" permettono anche la crescita di non succulente tipicamente da zone più calde come ulivi, oleandri e vari tipi di palme
Riguardo la considerazione sui falsi miti della resistenza al freddo, volevo proprio farla sull'altro topic ma non andare OT come al solito (ma ci sono andato comunque Very Happy )
Hai pienamente ragione, c'è l'errata convinzione che le grasse siano impossibili nei nostri giardini. L'Agave americana è l'unica che vedo spesso nei giardini (mai però in campagna come da Roma in giù), chiassà perché quando ci sono altre piante notoriamente resistenti (alcune Opuntie, Echinocereus ecc)

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