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blasquez76
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Messaggio Inviato: Ven 12 Gen 2018, 9:31   Oggetto:
blasquez76 Ven 12 Gen 2018, 9:31
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Sul poco wild della plastica concordo al 100%, purtroppo bisogna fare pure i conti con il poco spazio a disposizione, e se voglio tenere almeno una 70ina di piante la plastica con i suoi bordi finarelli è indispensabile. Non nego poi che, facendo un confronto tra le mie coltivate in coccio ed in plastica, quest'ultime le preferisco. Da me in coccio certe piante hanno un tasso di crescita veramente esasperante...poi rimesse in plastica ripartono più gagliarde anche in un terreno esclusivamente minerale, e comunque se ben coltivate non perdono affatto la loro forma naturale. So bene che la filosofia wild apprezza molto la crescita estenuante, anzi la incentiva con l'uso della marna, ma io sono alla ricerca di un decente compromesso....come dico sempre, non sono mai per gli estremismi
Luca

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cactus
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Messaggio Inviato: Ven 12 Gen 2018, 12:37   Oggetto:
cactus Ven 12 Gen 2018, 12:37
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E va bene, ci hai convinti.. si fa una eccezione, anche se qualcosa per imbruttire potresti farlo. Cocciniglie, una bestiaccia, una carcassa... Rolling Eyes

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blasquez76
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Messaggio Inviato: Ven 12 Gen 2018, 14:34   Oggetto:
blasquez76 Ven 12 Gen 2018, 14:34
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Non ci crederai, quest'anno non si è visto il ragnetto, primo anno che mi succede.... e la cocciniglia si accanisce solo con le due Haworthie truncata, il resto niente di niente! Mi è sembrato un miracolo...
Incrociamo le dita per la nuova stagione!!! Very Happy
Luca

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Giancarlo
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Messaggio Inviato: Ven 12 Gen 2018, 15:41   Oggetto:
Giancarlo Ven 12 Gen 2018, 15:41
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Già, alla fine con gli spazi del terrazzo che ho, hai voglia a usare vasi sovradimensionati, a usare il coccio, a landscappare...


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giancarlo
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blasquez76
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Messaggio Inviato: Ven 12 Gen 2018, 15:51   Oggetto:
blasquez76 Ven 12 Gen 2018, 15:51
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Giancarlo ha scritto:
Già, alla fine con gli spazi del terrazzo che ho, hai voglia a usare vasi sovradimensionati, a usare il coccio, a landscappare...


Qualcuno che mi capisce.... Very Happy
Noi poveri "sfigati" che dobbiamo lottare tutti i giorni per guadagnare 2 cm di terrazzo....HAI VOGLIA A LANDSCAPPARE!!!!!! Very Happy Very Happy Very Happy
Luca

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Messaggio Inviato: Ven 12 Gen 2018, 20:05   Oggetto:
Edus Ven 12 Gen 2018, 20:05
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Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy LANDSCAPPARE!! Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy


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Eduardo
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Messaggio Inviato: Mar 16 Gen 2018, 14:05   Oggetto:
Edus Mar 16 Gen 2018, 14:05
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Sempre in tema di riproduzione il più possibile fedele del substrato naturale, volevo porre l'accento su un altro tema molto dibattuto nel mondo Uaild: perché il substrato deve essere povero di sostanza organica, se non addirittura esserne privo?
Ricorro ad una bella foto in habitat postata da Maurillio nella scheda di M. senilis, per evidenziare che è vero che queste Mammillaria crescono su pochissimo terreno accumulato tra le rocce, ma soprattutto, come potete vedere, che il substrato è costituito quasi esclusivamente da aghi di conifere, foglie e suppongo ulteriori materiali vegetali in decomposizione.
Quindi non è vero che tutte le succulente messicane vivono in substrati minerali al 100%! Dopotutto di qualcosa dovranno pur nutrirsi.
Pertanto, credo che una percentuale minima di apporto organico sia sempre necessario per consentire uno sviluppo armonico della pianta e poi dopo un paio d'anni dal rinvaso bisogna anche fornire una fertilizzazione minima per favorire la fioritura, senza ovviamente eccedere e deformare la pianta.
Mantenere le piante, che già si trovano in un ambiente assolutamente difforme da quello d'origine, in un substrato poverissimo, se non addirittura totalmente inerte, non mi sembra un riproduzione fedele della loro condizione naturale, almeno in questo caso in esame.

  M. senilis in habitat (foto in habitat di Wolter ten Hoeve - Assen - Olanda) tratta dalla scheda di M. senilis


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Messaggio Inviato: Mar 16 Gen 2018, 14:13   Oggetto:
Gianna Mar 16 Gen 2018, 14:13
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Edus ha scritto:
perché il substrato deve essere povero di sostanza organica, se non addirittura esserne privo?

Appunto, mi risulta che chi semina solo in inerte poi fertilizza ...


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Messaggio Inviato: Mar 16 Gen 2018, 15:38   Oggetto:
pessimo Mar 16 Gen 2018, 15:38
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Quello che osservi Eduardo è giusto Sorriso
Coltivare WILD, mi permetto di usare il termine corretto, non significa necessariamente utilizzare un terreno povero e, soprattutto, bisogna fare delle opportune distinzioni nella coltivazione tra un genere e l'altro. Non tutti i generi stanno bene in marna ... in pieno sole ... al freddo ... sotto zero ... pioggia in inverno ... ecc. ecc.
Questo tipo di approccio alla coltivazione è mirato soprattutto a garantire una crescita equilibrata della pianta, facendola somigliare il più possibile a quella in habitat, garantendole un corretto apporto di nutrienti e ... tanto sole e intemperie Very Happy
Questo è WILD


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Messaggio Inviato: Mar 16 Gen 2018, 17:04   Oggetto:
Edus Mar 16 Gen 2018, 17:04
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pessimo ha scritto:
Questo tipo di approccio alla coltivazione è mirato soprattutto a garantire una crescita equilibrata della pianta, facendola somigliare il più possibile a quella in habitat, garantendole un corretto apporto di nutrienti e ... tanto sole e intemperie Very Happy
Questo è WILD

Concordo con te Massimo, però mi permetto di aggiungere un piccolo particolare: le intemperie, il sole, l'umidità, la ventilazione che ci sono nei luoghi d'origine, non sono ASSOLUTAMENTE riproducibili qui da noi, e men che meno il suolo, pertanto sarà sempre un tentativo di avvicinarsi per approssimazione, ma sempre imperfetto e allora se imperfetto deve essere, perché il tuo WILD è più UAILD del mio? Very Happy


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Messaggio Inviato: Mar 16 Gen 2018, 19:22   Oggetto:
pessimo Mar 16 Gen 2018, 19:22
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Chi ha detto che coltivare wild ha la presunzione di riprodurre le condizioni climatiche degli habitat di provenienza? Tu lo dici. Very Happy Very Happy Very Happy


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Messaggio Inviato: Mar 16 Gen 2018, 20:23   Oggetto:
Edus Mar 16 Gen 2018, 20:23
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Hai ragione, non è mai stato affermato.
Intendevo dire che paradossalmente, visto che la condizione naturale è irriproducibile, tutto è legittimo.
Comunque, sicuramente è da provare questo tipo di approccio, solo sperimentando in prima persona si può testarne la validità, il problema è che poche delle piante che io coltivo si adattano alle condizione estreme che ho all'esterno, dovrei comunque "transumarle" due volte all'anno. Shocked Shocked
Sperimentero' con qualche semina, metà in serra, con le condizioni di sempre e l'altra metà SUPEREWILD e fra qualche anno ti saprò dire. Very Happy


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Messaggio Inviato: Mar 16 Gen 2018, 22:27   Oggetto:
Gianni Mar 16 Gen 2018, 22:27
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Citazione:
Quindi non è vero che tutte le succulente messicane vivono in substrati minerali al 100%! Dopotutto di qualcosa dovranno pur nutrirsi.


Penso che il ruolo della parte organica nella composta sia spesso sopravvalutato. Le piante si nutrono solo minimamante della parte organica; la maggior parte della massa di una pianta proviene dall'anidride carbonica atmosferica. E' quello il "cibo" delle piante.
A che serve allora la composta? Serve a fornire vari minerali. Quasi tutti i minerali di cui le piante hanno bisogno sono presenti nella componente inorganica del suolo o possono essere forniti con le annaffiature, quando si usa acqua di rubinetto, o con le concimazioni, se si usa acqua piovana. L'unico componente organico di cui le piante hanno bisogno e' l'azoto. L'azoto inorganico (N2 atmosferico) puo' essere assorbito (fissato) solo da alcuni batteri. Per cui, semplificando un po' grossolanamente, la parte organica nella composta serve soprattutto per fornire azoto (sotto forma di nitrati e ammonia).

D'altra parte, la componente organica e' fonte di cibo per i vari funghi patogeni che minacciano le nostre piante, e che diventano un problema quando, all'eccesso di parte organica, si aggiunge un eccesso nelle innaffiature.

Per questo motivo io non sono un grande amante della parte organica nelle composte: crea piu' problemi dei vantaggi che offre.

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Messaggio Inviato: Mer 17 Gen 2018, 4:58   Oggetto:
cmr Mer 17 Gen 2018, 4:58
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Bell’argomento con diversi punti di vista: cosa è wild? Una pianta piena di cocciniglia o malaticcia o con i segni “delle battaglie” è wild? Una pianta che non cresce è wild? E quale è il substrato wild ideale, se esiste: la marna, il lapillo o il 30-70? E cosi via, all’infinito!
Credo che la coltivazione wild ideale sia un mix di tutte le cose esposte fin qui: piante sane (prive di qualsiasi patologia), con una crescita naturale (niente piante gonfiate o anoressiche) e in un contesto che “ricordi” l’habitat (forse questo aspetto è piu estetico che utile allo scopo della crescita-wild).
Diversi anni fa decisi di spostare la maggior parte della collezione in piena terra, forse in qualche forum ne avevo gia parlato. Il terreno era nella zona dei Castelli Romani, terra buona per la coltivazione della vite, olivo, prodotti orticoli, terra sciolta, di origine vulcanica, ricca di scheletro, leggermente acida; in poche parole: il substrato ideale senza bisogno di aggiungere altro. Una cosa, in verità, aggiunsi: una serra a tunnel aperta sui quattro lati, in definitiva, una tettoia per ripararle dalla pioggia. Inutile che vi racconti, nel giro di un paio di anni, le piante come crebbero e che aspetto assunsero. Dalle Aloe alle mammillarie, passando naturalmente dalle Copiapoa, i Ferocactus o altri colonnari, tutte sembravano essere “tornate a casa”! Tutte crescevano esattamente proprio come sarebbero cresciute in natura: mi sembrava incredibile. Poi, una volta rimesso tutto in vaso si è tornati a “vivacchiare”, cercando di coltivarle al meglio possibile, impastrocchiando con i terricci e accudendole con quanta piu cura io possa dare. Ecco, questa è per me l’ unica coltivazione wild. Nei vasi, per quanto ci potremmo ingegnare, non potremmo mai raggiungere quel livello: scavate fuori dalla terra una pianta col fittone e capirete di cosa parlo, oppure, mentre la sradicate, guardate le radici di una piccola Aloe fin dove si sono allungate per avere un po d’ acqua (perche le radici delle Aloe non vanno giu a cercare l’acqua…).
E non dimenticate i colori: del corpo, delle spine e dei fiori!


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Messaggio Inviato: Mer 17 Gen 2018, 9:16   Oggetto:
blasquez76 Mer 17 Gen 2018, 9:16
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Dei "guru" del wild mi hanno consigliato di rimuovere completamente il lapillo dalle composte di Ariocarpus e maggior parte delle messicane...quel tipo di roccia non è presente nel luogo di origine, per cui non ha senso metterla nel substrato. Esperimenti con messicane sistemate in 100% lapillo hanno dimostrato la loro sistematica morte, cosa che non è avvenuta con composte 100% pomice. Quindi , mi è stato vivamente consigliato di eliminare il lapillo. Cosa ne vogliamo dire??? La maggior parte delle mie piante sono in 50% lapillo e 50% pomice, o magari 1/3 lapillo 1/3 pomice 1/3 zeolite...mi sono sentito male!!! Eppure non le vedo poi così male le mie piante. Ho sistemato alcuni Ario in 50% marna e 50% pomice, vediamo come si comportano col tempo. Mi è stato anche detto che tutti gli altri parametri sono decisamente meno importanti.... Vedremo con i nostri occhi, a questo punto non resta che valutare personalmente! Esatto
Luca

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